Una comunità solidale

Il documento base “Perché ReAgire?” chiarisce bene il senso di questo obiettivo che caratterizza in modo particolare la nostra Proposta. Essa non si limita infatti a presentare un progetto particolare per la raccolta fondi, come spesso avviene, ma si propone anzitutto di stimolare l’interesse di molti a creare le condizioni perché iniziative tese a generare opportunità di lavoro possano essere concepite e portate fino al punto di diventare progetti operativi, favoriti dall’ambiente solidale che li produce. Una “comunità solidale” basata sulla convinzione che insieme si possa reagire al disagio sociale indotto dalla mancanza di lavoro, anche se ciascuno di noi da solo non ne avrebbe le possibilità.

Iniziative non semplici, certamente, che dipenderanno dalla nostra progettualità, dalla capacità di dimostrarne la validità anche ai fini dei finanziamenti necessari, dalle collaborazioni professionali disponibili e dalle alleanze che riusciremo a costruire. Per questo è necessario ottenere l’interesse di molti a far parte di questa rete solidale, di cui tutti possono far parte con pari dignità (dipendenti o pensionati, imprenditori o professionisti, precari, operatori sociali, artigiani, commercianti…insieme, chi ce la fa e chi cerca di farcela). Ciascuno contribuendo con il “mattoncino” che sarà in grado di apportare a una costruzione altrimenti impossibile per ciascuno di noi. Continua

Il progetto Scuola comune

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Per molti decenni la Scuola Manara, in via F.lli Zoia 10, è stata frequentata da generazioni di bambini che hanno vissuto o abitano il quartiere di Quarto Cagnino. Poi è stata chiusa, ma la struttura, di proprietà del Comune di Milano, è ancora in grado di svolgere una funzione sociale se adeguatamente manutenzionata. Oggi è in parte utilizzata per il Centro diurno disabili, mentre il resto della struttura è adibita a accogliere una parte dei siriani in fuga dalla tragedia che sta coinvolgendo il loro Paese. Si tratta, però, di un utilizzo provvisorio. Dapprima un gruppo di Associazioni locali hanno presentato le linee di un progetto dal titolo “Scuola comune” per un utilizzo sociale della struttura attraverso iniziative a favore del quartiere. Poi una delibera della Giunta comunale ha previsto di utilizzare la struttura anche a supporto dell’emergenza abitativa che provoca a Milano un notevole numero di sfratti. Si è quindi aperto un confronto che coinvolge anche il Consiglio di Zona, cui stiamo partecipando attivamente nella prospettiva che il recupero della ex Scuola possa comportare nuove opportunità di lavoro. Per comprendere meglio il punto della discussione alleghiamo qui di seguito 3 documenti:

I) le linee preliminari del Progetto “Scuola comune” predisposto da alcune associazioni impegnate sul territorio di Quarto Cagnino al fine di riutilizzare l’immobile della ex-Scuola con finalità sociali riferite al Territorio.

LEGGI IL PDF

II) La Delibera n° 1592 del 31/7 u.s. con cui la Giunta comunale di Milano destina l’immobile della ex-Scuola di via Zoia 10 ad utilizzi diversi: 1) supportare l’emergenza abitativa dovuta al crescere degli sfratti organizzando l’abitazione per 150 persone (per un periodo di tempo di uno o due anni) 2) finalità sociali, alcune di quelle proposte nel documento di Scuola comune.

LEGGI IL PDF

III) Un documento inviato alla Commissione politiche sociali del Consiglio di Zona 7 da rappresentanti delle Associazioni locali al fine di mettere in evidenza le criticità contenute negli obiettivi della Delibera e una proposta operativa tesa a superarle.

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Il Polo culturale di via Novara 75

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Nella primavera di quest’anno l’impresa sociale mare culturale urbano ha vinto il bando predisposto dal Comune di Milano per la rivitalizzazione di via Novara 75; un’area di 3000 mq adiacente alla rimessa ATM, oggi occupata da un vecchio magazzino che verrà raso al suolo e riutilizzato. Investimento stimato: 10 ML di €.

mare culturale urbano sarà un centro di creazione e residenza artistica per musica, teatro, cinema, danza e arti visive (visualizza il progetto). Sarà un luogo fisico con all’interno due sale teatrali, due cinema, studi di registrazione e sala prove per musicisti, con uno spazio ristorazione e un archivio digitale accessibile da tutti coloro che attraverseranno questo spazio. Tutto è partito da un’iniziativa di Andrea Capaldi, attore e danzatore. mare culturale urbano è una start up formata a gennaio 2014 da cinque persone: oltre ad Andrea, c’è il regista Benedetto Sicca, gli attori Filippo Renda e Paolo Aniello, un project manager come Sergio Galasso e Carlo Gandolfi, architetto, provenienti dall’associazione Ludwig, officina di linguaggi contemporanei. Continua

Case ALER ai giovani di S.Siro

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Milano, 30 giugno 2014 – Mini appartamenti a canoni agevolati per i giovani e nuovi servizi di vicinato utili al quartiere. È questo il duplice obiettivo del progetto ‘Ospitalità solidale’ che entra nella fase operativa con l’apertura del bando per selezionare 24 giovani tra i 18 e i 30 anni cui assegnare altrettanti alloggi sottosoglia nei quartieri di edilizia popolare Ponti e Ca’ Granda-Monterotondo.  Gestiranno il progetto, Arci Milano, Dar=Casa e la Cooperativa Sociale Comunità progetto.

Guarda il video di presentazione:

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Una proposta di welfare solidale

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E’ esperienza comune di chiunque viva una condizione di “fragilità” (anziani, malati, disabili, ecc.), la fatica  che costa organizzare servizi necessari per la propria vita e ad usufruirne.  In teoria a Milano si può trovare qualsiasi servizio di cui una persona può avere bisogno per la sua salute o per la vita sociale; in pratica la complessità della città o il loro costo li rende  indisponibili o difficilmente raggiungibili per una fascia crescente di popolazione che, se non c’è una famiglia che l’aiuta, ne rimane inevitabilmente priva.

Il progressivo ridimensionamento dell’intervento pubblico sempre più sostituito da realtà del terzo settore o dal servizio privato, l’incremento della popolazione che vive una qualche “fragilità” personale o famigliare, il venir meno del reddito da lavoro in una quota crescente di famiglie milanesi non può che far prefigurare un incremento progressivo del disagio sociale e l’isolamento di chi vive questa condizione.

Sappiamo che, nonostante la crisi, Milano non è una città “povera”; e a Milano il 30% della popolazione è composta di “anziani”.  Molti di loro e le loro famiglie sono in grado di sostenere costi moderati di servizi concepiti e organizzati in una logica solidale e non speculativa; servizi che mettono la “persona” con le sue fragilità e i suoi bisogni al centro di un’attività organizzata in modo tale da renderli economicamente sostenibili. Ciò sarebbe possibile proponendosi di riempire i vuoti da colmare coniugando le sensibilità e relazioni sociali del volontariato con la competenza e continuità organizzativa di operatori  professionali; e naturalmente finalizzando al meglio l’utilizzo dei servizi esistenti.  Quali ? L’esperienza di ciascuno potrebbe suggerire le risposte (dall’aiuto domiciliare alla badante, dall’accompagnamento alla fruizione dei servizi sanitari, dall’organizzazione del tempo libero alla formazione digitale, ecc) ma sarebbe un esercizio fine a se stesso in mancanza di un’analisi della domanda proveniente dal nostro territorio.

Un fatto è certo: un progetto del genere, se realizzato, sarebbe certamente funzionale a due obiettivi: migliorare la qualità della vita di un certo numero di persone e produrre nuove opportunità occupazionali. 

Milano è una grande città; e quindi un’attività che suonerebbe sostanzialmente nuova nell’ambito del nostro decanato non farebbe che ripetere percorsi già compiuti da altri in altre zone della città.  Potremmo quindi utilizzare la loro esperienza, e magari anche la loro collaborazione, per compiere passi corrispondenti alle nostre forze con la gradualità necessaria. 

Un esempio in tal senso sono i punti di prossimità del Progetto Margherita, concepito a sostegno della popolazione anziana.  Un progetto sviluppato da Caritas in base alla collaborazione di Cooperative sociali del proprio “sistema” (Cooperativa Bethlem e Fondazione Aquilone) .  

È un’esperienza che non nasce dal nulla, perchè si propone di dare continuità e ampliare servizi già esistenti sul territorio in alcuni quartieri delle Zone 3 ,8 e 9. Il nome  scelto per questo progetto è Margherita, proprio perché l’aiuto si esprime nel territorio attorno alle persone che hanno bisogno,  Sono stati messi a sistema i punti di prossimità che già operavano sul territorio (Il Cortile, lo Spazio Bethlem, La Tenda)e che avevano differenze in termini di stile di servizio e di metodologia di lavoro. L’obiettivo è stato quello di uniformare e dare un valore aggiunto a ciò che già esisteva organizzando una rete di servizi condivisa.

Per saperne di più:  il Progetto Margherita

Volendone approfondire le possibilità ai nostri fini abbiamo avviato il dialogo con chi in Caritas lo sta coordinando.   Franca Carminati, responsabile anziani della Caritas, alla domanda  “Chi ci lavora?” risponde così : “Volontari e operatori. Se infatti il volontario può fare molto, sono indispensabili anche le competenze specifiche. La presenza di operatori professionali, inoltre, permette di dare continuità all’iniziativa. Continua

La proposta

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La Proposta

Per molti il lavoro manca o è sempre più precario.
Non servono le statistiche, tutti noi conosciamo famiglie che condividono questa preoccupazione.

I motivi del disagio che ormai tocca buona parte della popolazione sono diversi: la globalizzazione, certamente, ma anche la divaricazione dei livelli sociali e l’esasperazione competitiva del mercato del lavoro. Giorno dopo giorno, il numero di chi non ce la fa aumenta.

In questo quadro gli interrogativi sono inevitabili:
– senza lavoro che dignità ha una persona?
– come fa una società a crescere in queste condizioni?
– come fanno le persone a progettare un futuro basato sul precariato?
perché chi non ha lavoro si isola e chi lo ha è sempre più impegnato nei propri interessi?

La risposta più facile è: ma io cosa posso fare? Se l’economia va male, risolvere i problemi spetta alla politica, alle imprese, all’Europa. È vero, ma se ciascuno di noi non può risolvere i grandi problemi da solo, siamo proprio sicuri che insieme, attraverso un impegno condiviso, non siamo in grado di rispondere a questa domanda decidendo di reagire al disagio sociale dovuto al “lavoro che manca” al fine di accompagnare anche solo qualcuna delle persone che conosciamo da una situazione precaria ad una condizione di lavoro stabile?

Serve uno strumento in grado di aiutarci a renderlo possibile, attraverso l’attività e la collaborazione di imprese, professionisti, artigiani, impiegati e pensionati, commercianti, operatori sociali, etc… insieme ai precari in cerca di lavoro.
Uno strumento solidale la cui costruzione dipenda da NOI.

È la Proposta di ReAgire.

1

Ottenere il consenso di un’ampia comunità di persone a collegarsi stabilmente in una rete solidale e accogliente per costituire il bacino di riferimento, raccogliere le competenze professionali necessarie, le risorse economiche utili a stimolare progetti solidali destinati a promuovere occupazione. Una community alimentata da relazioni personali e attraverso gli strumenti del Web (sito, newsletter, social media…) che si proponga di accogliere persone in difficoltà.

2

Conoscere la domanda di lavoro per costruire una nuova opportunità corrispondente. Non certo per tutti, almeno per alcuni. Attività di ricerca sociale, selezione professionale, formazione, counselling, relazione. Non un servizio pubblico né agenzia di collocamento, con cui ci sarà collaborazione. Partiamo dalla condizione personale di chi condivide la filosofia di ReAgire e partecipa alla rete.

3

Immaginare e condividere alcuni progetti solidali al fine di creare nuove opportunità di lavoro stabile, in collaborazione con soggetti già esistenti o attraverso la loro integrazione, stimolati anche dalla capacità d’iniziativa e dal contributo economico della comunità di ReAgire.

Abbiamo costituito l’associazione di promozione sociale ReAgire per divulgare ed attuare queste idee.

La proposta di ReAgire è rivolta a TUTTI. Chiunque può decidere se e come condividerla insieme a noi, senza stravolgere la propria vita, a partire anzitutto dagli ambiti di normale impegno professionale e dalle proprie relazioni sociali, per offrire una risposta solidale al problema del lavoro che manca.

Vuoi ReAgire anche tu insieme a noi?

Associati!

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Associati ora!

Caro amico, se avendo letto la nostra Proposta condividi la convinzione che insieme sia possibile reagire all’attuale situazione sociale creando le condizioni per promuovere nuove opportunità di lavoro frutto di una logica solidale e…

  • …sei disponibile a impegnare qualcosa del tuo tempo, delle tue competenze, delle tue risorse per tradurla in pratica…

oppure

  • …vivi una condizione di precarietà per mancanza di lavoro e vuoi condividere i tuoi sogni professionali in modo tale che altri possano accompagnarti nell’impegno necessario a perseguirli…

ASSOCIATI ORA!

Per garantire a tutti la possibilità di partecipare alla rete di ReAgire la quota di iscrizione è di soli 20 € all’anno.
Indica nel modulo qui sotto i tuoi riferimenti, riceverai a breve un pdf precompilato da inviarci tramite mail, fax o posta per portare a termine la procedura di associazione e il pagamento della quota.

Per rinnovare la quota associativa per l’anno in corso è sufficiente effettuare il pagamento tramite bonifico o carta di credito, come indicato in questa pagina, indicando come causale “rinnovo quota associativa”, o direttamente di persona a uno dei nostri prossimi incontri.

 

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DICHIARA

  • di aver preso visione dello Statuto dell'associazione sul sito web e di accettarlo e rispettarlo in ogni suo punto;
  • d'impegnarsi al pagamento della quota associativa annuale;
  • di acconsentire al trattamento dei dati personali da parte dell'Associazione, ai sensi dell'art.13 D.lgs.n 196/2003 e in relazione all'informativa sulla privacy.
  • CHIEDE


     

     

    Cosa posso fare io?

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    Cosa posso fare io?

    ReAgire ha l’ambizione di costruire un’ampia rete di persone che vogliano condividere gli obiettivi della nostra Proposta e insieme diventare parte attiva nel processo di costruzione di un futuro migliore, per se stessi e per gli altri.

    Una rete di questo tipo può funzionare solo se accoglierà al suo interno tanti soggetti diversi e attivi nell’immaginare insieme nuove idee e progetti, e nel sostenerne le iniziative per favorirne il consolidamento e diventare un primo mercato di riferimento.

    Di fronte a una proposta innovativa e complessa è inevitabile che sorga la domanda: cosa posso fare io?

    Ecco alcuni suggerimenti.

    1. ASSOCIATI

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    La rete di ReAgire ha bisogno di crescere collegando numerose persone, aziende e istituzioni per poter realizzare gli obiettivi per cui nasce. Insieme, chi ha una certa stabilità con chi è in cerca di conquistarla. Per questo abbiamo deciso di istituire una quota associativa di soli € 20 /anno, accessibile anche a chi vive un periodo di difficoltà economica e desidera entrare a far parte della nostra comunità per poter reagire con noi al disagio sociale.

    Il primo passo per sostenerci e partecipare alle nostre iniziative è proprio questo!

    ASSOCIATI ORA!

    2. CONDIVIDI

    condividi

    Ognuno di noi ha una sua rete di relazioni: la nostra famiglia e un insieme di amici, colleghi, conoscenti. Condividi con loro la nostra Proposta, aiutaci a raggiungerli e a farli diventare parte della rete. Condividi le idee e iniziative di ReAgire sui social network, parlane di persona, organizza riunioni o sfrutta quel vecchio contatto conosciuto anni fa in un giornale, o su un blog.

    Conosci qualcuno che ha un’attività economica, è un professionista affermato o esercita una responsabilità in un’azienda o un ente organizzato? Coinvolgilo nella nostra Proposta perché possiamo identificare opportunità di lavoro e immaginare progetti solidali per tradurle in concreto.

    Se poi hai un famigliare, un amico o un conoscente che è in cerca di lavoro aiutaci ad accoglierlo nella rete di ReAgire perché possa condividere con noi l’impegno necessario alla sua ricerca.

    Diffondi con noi la voglia di ReAgire! 

    DIVENTA VOLONTARIO!

    3. CONTRIBUISCI

    contribuisci

    La nostra quota associativa permette a tutti di far parte dell’associazione, perché ognuno di noi è importante. Abbiamo bisogno di idee, sostegno e partecipazione, ma anche di qualche risorsa economica per realizzare i progetti solidali. Se ne hai la possibilità, ci aiuterebbe il tuo contributo volontario una tantum, qualsiasi cifra è utile per tradurre gli obiettivi della Proposta.

    Noi ti suggeriamo, però, le quote di 10, 20 o 30 € al mese a costante sostegno delle iniziative e delle persone che, in cerca di lavoro, condivideranno l’impegno di ReAgire.

    DONA ORA!

    4. PARTECIPA

    partecipa

    Ogni mese ReAgire organizza almeno un incontro con i soci, per condividere gli impegni della nostra Proposta.

    Partecipa anche tu per fornirci il tuo contributo di idee, dialogo e la tua collaborazione. Seguici sui social o iscriviti alla nostra newsletter per rimanere informato su tutte le attività che coinvolgono l’associazione!

    Diventa Volontario!

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    Diventa Volontario!

    Un’ampia rete solidale può creare nuove opportunità di lavoro stabile. Per raggiungere il più alto numero di persone possibile e far loro condividere la visione di ReAgire sulle soluzioni al problema della mancanza di lavoro e della precarietà abbiamo bisogno del vostro aiuto!
    Per questo nasce il Progetto Volontari: persone che, con il loro impegno personale, utilizzando le proprie reti di contatti sia nel mondo fisico che in quello virtuale possano darci una mano a raggiungere questo ambizioso risultato, e che facciano per noi da tramite con il loro territorio di riferimento, aiutandoci a far radicare la Proposta anche in zone diverse da quelle dove è già conosciuta.

    Vuoi diventare Volontario per Reagire? Ecco una serie di suggerimenti sulle attività utili all’ampliamento della rete solidale, in ordine di impegno richiesto. Puoi collaborare anche con una sola di queste azioni, oppure proponendo il tuo contributo al di fuori di quelle da noi suggerite.

     

    1. Diffondi la Proposta.

    Grazie a una formazione ad hoc tramite incontri organizzati dall’Associazione e a materiali di comunicazione appositi, utilizza la tua rete di contatti (sia online che tra le amicizie fisiche, sul luogo di lavoro, nella tua associazione, etc…) per diffondere la Proposta di ReAgire, coinvolgere nuovi soci e creare interesse a partecipare alla Community online.

     

    2. Condividi i messaggi ricevuti.

    ReAgire ha bisogno di visibilità e di accrescere il numero di persone che leggono le comunicazioni inviate periodicamente tramite newsletter e sui social network. Se utilizzi questi strumenti, condividi sistematicamente i nostri messaggi, diffondili agli amici. Aiutaci ad aumentare la conoscenza delle nostre attività.

     

    3. Organizza piccoli eventi.

    Ti piace invitare amici a cena, o a vedere un film? Fai diventare ReAgire il tema di questi momenti conviviali. Organizza una cena solidale, o la visione del film “Due giorni, una notte”, che aiuta a sensibilizzare le persone sulle tematiche dell’Associazione.

     

    4. Conosci chi è in cerca di lavoro.

    La mancanza o precarietà del lavoro è un disagio che può colpire chiunque intorno a noi. Non facciamo finta di niente, cerchiamo di conoscerlo, facciamogli conoscere la Proposta di ReAgire e invitiamolo a impegnarsi nella rete solidale accompagnandolo nella sua ricerca.

     

    5. Conosci l’economia della tua zona.

    ReAgire ha bisogno di entrare in contatto con negozi, imprese, associazioni e tutto ciò che è lavoro sul territorio. Chi meglio di te, che vivi ogni giorno il tuo quartiere, può aiutarci a creare il dialogo con loro? Consegna il nostro questionario, presenta la Proposta e le iniziative che lo possono interessare.

     

    6. Vuoi fare di più? Crea un gruppo di volontari!

    Collegati ad altri volontari, o trovane di nuovi nella tua zona, e costituisci un gruppo locale stabile sul territorio o nella tua associazione, per organizzare eventi di raccolta fondi, partecipare a iniziative e ampliare la rete solidale in maniera più efficace. Sosterremo la vostra attività tramite il coordinamento centrale, fornendovi i materiali necessari e attraverso la Community online.

     

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    Progetti Solidali

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    Progetti solidali

    La Fattoria delle Idee, l’incubatore di progetti professionali di ReAgire.

    Chi percorre la strada di MyJob Laboratorio, alla ricerca del proprio lavoro, può seguire due direzioni: quella dell’impiego classico, dipendente, oppure quella del costruirsi una professione, se durante la fase di orientamento è emersa un’attitudine in tal senso. Per questo ReAgire mette a disposizione Fattoria delle Idee, un incubatore di progetti professionali che favorisca la nascita di idee, il confronto all’interno della rete di ReAgire e il supporto nella fase di start-up, finché non hanno la possibilità di vivere autonomamente.

    Ecco i progetti attualmente attivi.

    Daniele, il Portiere Digitale

    Il Portiere Digitale è un consulente informatico a disposizione di chi vuole migliorare il proprio rapporto con la tecnologia. Non semplice assistenza tecnica, ma un legame di fiducia per portare verso la comprensione dei problemi, e risolverli insieme.

    Assistenza, consulenza per acquisti, formazione all’uso di software e hardware, divulgazione della cultura informatica sul territorio.

    Maggiori informazioni su https//www.portieredigitale.it

    Digitale per tutti

    Tecnologie moderne come computer, smartphone e Internet sono sempre più presenti nelle nostre vite. La mancanza di competenze digitali è spesso non soltanto fattore di esclusione, professionale o sociale, ma espone anche a gravi rischi se le tecnologie sono usate nel modo sbagliato.
    Digitale per tutti è un programma curato dal Portiere Digitale e da ReAgire che prevede la creazione di una serie di contenuti (manuali, video, presentazioni) da diffondere in modi e momenti differenti in vari luoghi del territorio, per esempio attraverso brevi lezioni/laboratori dal vivo o proponendo il materiale alle biblioteche, scuole, etc…
    L’obiettivo è raggiungere le persone che più ne hanno bisogno là dove si incontrano naturalmente, e non nei luoghi riservati agli appassionati.

    Stefano, l’Assistente Familiare

    L’Assistente Familiare ti aiuta nello svolgimento di quelle attività che ti rubano tempo o energie rendendoti la vita complicata: gestione farmaci e visite mediche, spesa, cura della persona.

    Ogni giorno un sostegno in più.

    Gli attuali ambiti di intervento sono:

    • assistenza nelle attività quotidiane – compagnia – lettura a domicilio;
    • Il Farmaco a casa tua – prenotazione visite ed esami;
    • Accompagnamento visite mediche – disbrigo pratiche
    • Servizi per le famiglie – spesa – accompagnamento bambini e doposcuola.

    Per maggiori informazioni: af@reagireinsieme.org

    Il Farmaco a casa tua

    Seguire le prescrizioni di tutti i medicinali è diventato complicato? È successo a te o ad un familiare di rimanere senza? Non è più un problema! Noi ti affianchiamo nel controllo dei medicinali e programmiamo la richiesta delle ricette dal tuo medico. Riceverai quanto ordinato a casa tua, in modo semplice e senza complicazioni con la tecnologia.

    Il servizio, curato dall’Assistente Familiare e da ReAgire, prevede anche la possibilità di prenotare visite ed esami e il ritiro dei referti.