ReAperitivo – ampliare la rete sul Territorio

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Qualche settimana dopo l’apertura della nuova sede di via Bezzola i nostri progetti solidali stanno raggiungendo la maturazione necessaria a essere proposti sul Territorio. Le iniziative che vogliamo proporre, come Ospitali in Rete o i servizi di supporto alle fragilità, avranno bisogno del sostegno di tutti per costruirsi un loro mercato di riferimento. Per questo nei prossimi mesi ReAgire si impegnerà, tra le sue attività a favore di chi cerca lavoro, anche in una campagna di ampliamento della propria rete, a partire dalla nostra Zona.
 
Ci troviamo a parlarne di persona Martedì 28 Novembre dalle 18.30 alle 20, presso la nostra sede in via Bezzola 6 (San Siro Stadio M5). Sarà anche il momento giusto per conoscere nuovi compagni di viaggio e, se lo vorrai, portare a casa qualcuno dei bellissimi volantini cartacei da distribuire ai tuoi amici.
 
Ti aspettiamo!

Due mani in più

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Fare la spesa, può sembrare un’azione semplice, di routine, a volte anche una noiosa incombenza dopo una settimana di lavoro; per alcune persone non è così: a causa di malattie o invalidità recarsi al negozio e scegliere i prodotti che più piacciono può essere molto faticoso, se non impossibile.

Due mani in più risponde a questo primo bisogno, consegnare la spesa al domicilio di persone anziane fragili e sole, disabili o con patologie che le rendono non autosufficienti o ne limitano le funzionalità, anche temporaneamente.
Avviato nel 2001 da Coop Lombardia e dai volontari dei comitati Soci Coop, Due Mani in più ha ricevuto nel 2016 l’Attestato di Benemerenza Civica del Comune di Milano.

La consegna della spesa alle persone non autosufficienti è un gesto di solidarietà che raddoppia grazie al contributo che Coop destinerà ai nostri soci in cerca di lavoro che garantiranno il funzionamento del servizio. Sarà inoltre organizzata una raccolta punti all’interno del magazzino di via Fratelli Zoia: se vi recate a fare la spesa in questo supermercati potrete donare parte dei vostri punti per sostenere le borse lavoro di ReAgire!

Un progetto, infine, destinato ad ampliarsi nell’ambito del nostro Portierato di Quartiere, intercettando i bisogni e i desideri delle persone servite per ampliare l’offerta.

Se sei interessato, contattaci!

 

Ospitali in Rete

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Hai una stanza o un appartamento da affittare per brevi periodi attraverso una piattaforma online come Airbnb?
Vuoi affidarti a degli esperti per valorizzare la tua proposta?

 

Ospitali in rete è un progetto solidale attraverso cui ReAgire, con la collaborazione specialistica di Hospres – Associazione Host Ospitalità Residenziale Italiana, offre opportunità di occupazione ai propri soci impegnati in MyJob Laboratorio organizzando i servizi necessari alla promozione e gestione di stanze e appartamenti per affitti di breve durata su piattaforme online.

Gli obiettivi del progetto sono:

1) Organizzare una rete di host locali, promuovendo la pubblicazione di nuove abitazioni e stanze sulla piattaforma Airbnb e fornendo servizi agli host esistenti e nuovi, in modo da valorizzare le caratteristiche specifiche di ogni proposta e agevolare il rapporto con i turisti.

Alcuni dei servizi che saranno proposti:

  • Pratiche burocratiche di registrazione dell’host.
  • Pubblicazione e comunicazione sui portali.
  • Gestione dei rapporti con i turisti e accoglienza.
  • Gestione delle emergenze.

2) Aumentare l’attrattività turistica della zona e dei singoli host arricchendone l’offerta con servizi e attività culturali inerenti il territorio circostante e attivando partnership per agevolare la fruibilità dei servizi dell’economia locale.

Non solo la valorizzazione economica di un bene, quindi, ma anche un’occasione unica e innovativa per unire la promozione del nostro territorio con un’importante finalità sociale!

 
Sei interessato? Contattaci!

Portierato Digitale

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L’informatica è ormai a pieno titolo uno degli aspetti fondamentali della nostra vita, con apparecchiature sempre più invasive che regolano la quotidianità del nostro lavoro, del tempo libero e delle relazioni.
Non sempre, però, questa pervasività marcia di pari passo con la semplicità d’uso dei sistemi, e anzi è spesso inversamente proporzionale, così come i rischi per la sicurezza dei nostri dati e della nostra privacy. È necessario prima di tutto esserne consapevoli, quindi, ma anche avere competenze e conoscenze di procedure tecniche, software e abitudini virtuose non sempre alla portata di tutti.
Recenti casi di cronaca, sia all’estero che nel nostro Paese, dimostrano come sia semplice sottovalutare la complessità connessa all’entrata nelle nostre vite di tali tecnologie, con effetti spesso devastanti. Nonostante ciò anche i benefici sono innegabili e nettamente superiori alle problematiche: non è quindi più possibile alienarsi da un mondo virtuale che è sempre più connesso con quello reale.

 

Assistenti digitali al servizio del Territorio.

Per rispondere a esigenze sempre più complesse ReAgire propone, nell’ambito delle sue iniziative di “Portierato di Quartiere”, figure che offrano le proprie competenze informatiche per aiutare i cittadini della nostra Zona a migliorare il loro rapporto con computer, smartphone e Internet.

I servizi messi a disposizione saranno molteplici, con costi differenti a seconda delle esigenze:

  • aggiornamento e manutenzione di computer e altre apparecchiature: per esempio reinstallazione del sistema operativo, pulizia da virus, installazione di applicazioni, sostituzione di componenti o configurazione di periferiche hardware, …
  • consulenza nell’ambito della sicurezza informatica: per esempio trattamento dei dati, impostazione di backup, verifica e apprendimento delle impostazioni di privacy sui social network, utilizzo di software e buone abitudini per password sicure, …
  • assistenza per acquisti online e in negozio: il mondo digitale offre ormai una scelta così ampia che spesso anche gli esperti faticano a decidere quale modello, marca o caratteristiche specifiche siano migliori per le esigenze individuali. Una persona comune è sovente obbligata a fidarsi del negoziante, o di offerte casuali: avere un “personal shopper” che guida e consiglia può rivelarsi un investimento utile a valorizzare il budget disponibile.
  • lezioni sull’uso di software specifici e siti web, o di alfabetizzazione informatica: aggregando anche i professionisti di Fattoria delle Idee, sarà possibile offrire un’ampia gamma di offerte di mini-corsi individuali per apprendere le basi di applicativi come, a puro titolo esemplificativo, Office, Photoshop, sistemi di video editing, etc…

 

Integrato in MyJob Laboratorio.

Come tutti i servizi sostenuti da ReAgire, anche questo sarà offerto come complemento gratuito ai soci in cerca di lavoro che entreranno nel percorso di MyJob Laboratorio, per verificare e affinare le proprie competenze informatiche e migliorare la propria appetibilità sul mercato del lavoro.

 

Sei interessato? Contattaci al numero 0280886145 oppure via mail a portierato@reagireinsieme.org!

Progetto “Storie digitali”

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Il contesto.

Il mondo della comunicazione digitale è complesso e molti sono i soggetti che propongono strumenti tecnici di vario genere (siti web, campagne di annunci pubblicitari, seo…), con livelli di professionalità variegati. Sempre più si punta alla semplificazione tecnica, per esempio con le offerte di pacchetti “fai da te”, e va via via perdendosi l’attenzione su quella che è la parte più importante della comunicazione: il messaggio. A parte campagne aggressive di grossi marchi, che poco hanno però da spartire con il panorama italiano di pmi dalle risorse economiche di vari ordini di grandezza inferiori, si tende sempre più a soluzioni formalmente corrette dal punto di vista tecnico (siti web ben programmati, testi e annunci ottimizzati per i motori di ricerca, etc…), importanti certo per la propria visibilità, ma del tutto trasparenti ad interventi sul piano creativo, emozionale, di contenuto.

Nel contempo, il panorama italiano è costellato di un’alta percentuale di imprese che non hanno accesso neanche a questo minimo livello di comunicazione digitale, più per motivi culturali che per veri aspetti di ristrettezza economica, che pur contano negli anni di cambiamento che stiamo attraversando. Recenti indagini delle associazioni di categoria rilevano, per esempio, che in Italia solo il 25% delle imprese ha un sito. La tendenza, per colmare questo buco, è però quella di affidarsi a strumenti automatici low-cost, oppure a credere che “fare un sito” sia semplicemente dare un logo e qualche testo/immagine a un grafico/programmatore per comporlo in una forma attraente.


Il progetto.

Con il progetto “Storie digitali” Daniele Savi, che si occupa da anni di comunicazione e scrittura creativa, si propone di cambiare questo paradigma, avvalendosi degli stessi strumenti della comunicazione digitale (quindi web, video, applicazioni mobili, …), mettendoli però al servizio di un risultato: raccontare la visione, le motivazioni, gli obiettivi e il contesto dei clienti, non trasmettere quindi soltanto un messaggio pubblicitario. Continua

Il progetto Scuola comune

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Per molti decenni la Scuola Manara, in via F.lli Zoia 10, è stata frequentata da generazioni di bambini che hanno vissuto o abitano il quartiere di Quarto Cagnino. Poi è stata chiusa, ma la struttura, di proprietà del Comune di Milano, è ancora in grado di svolgere una funzione sociale se adeguatamente manutenzionata. Oggi è in parte utilizzata per il Centro diurno disabili, mentre il resto della struttura è adibita a accogliere una parte dei siriani in fuga dalla tragedia che sta coinvolgendo il loro Paese. Si tratta, però, di un utilizzo provvisorio. Dapprima un gruppo di Associazioni locali hanno presentato le linee di un progetto dal titolo “Scuola comune” per un utilizzo sociale della struttura attraverso iniziative a favore del quartiere. Poi una delibera della Giunta comunale ha previsto di utilizzare la struttura anche a supporto dell’emergenza abitativa che provoca a Milano un notevole numero di sfratti. Si è quindi aperto un confronto che coinvolge anche il Consiglio di Zona, cui stiamo partecipando attivamente nella prospettiva che il recupero della ex Scuola possa comportare nuove opportunità di lavoro. Per comprendere meglio il punto della discussione alleghiamo qui di seguito 3 documenti:

I) le linee preliminari del Progetto “Scuola comune” predisposto da alcune associazioni impegnate sul territorio di Quarto Cagnino al fine di riutilizzare l’immobile della ex-Scuola con finalità sociali riferite al Territorio.

LEGGI IL PDF

II) La Delibera n° 1592 del 31/7 u.s. con cui la Giunta comunale di Milano destina l’immobile della ex-Scuola di via Zoia 10 ad utilizzi diversi: 1) supportare l’emergenza abitativa dovuta al crescere degli sfratti organizzando l’abitazione per 150 persone (per un periodo di tempo di uno o due anni) 2) finalità sociali, alcune di quelle proposte nel documento di Scuola comune.

LEGGI IL PDF

III) Un documento inviato alla Commissione politiche sociali del Consiglio di Zona 7 da rappresentanti delle Associazioni locali al fine di mettere in evidenza le criticità contenute negli obiettivi della Delibera e una proposta operativa tesa a superarle.

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Il Polo culturale di via Novara 75

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Nella primavera di quest’anno l’impresa sociale mare culturale urbano ha vinto il bando predisposto dal Comune di Milano per la rivitalizzazione di via Novara 75; un’area di 3000 mq adiacente alla rimessa ATM, oggi occupata da un vecchio magazzino che verrà raso al suolo e riutilizzato. Investimento stimato: 10 ML di €.

mare culturale urbano sarà un centro di creazione e residenza artistica per musica, teatro, cinema, danza e arti visive (visualizza il progetto). Sarà un luogo fisico con all’interno due sale teatrali, due cinema, studi di registrazione e sala prove per musicisti, con uno spazio ristorazione e un archivio digitale accessibile da tutti coloro che attraverseranno questo spazio. Tutto è partito da un’iniziativa di Andrea Capaldi, attore e danzatore. mare culturale urbano è una start up formata a gennaio 2014 da cinque persone: oltre ad Andrea, c’è il regista Benedetto Sicca, gli attori Filippo Renda e Paolo Aniello, un project manager come Sergio Galasso e Carlo Gandolfi, architetto, provenienti dall’associazione Ludwig, officina di linguaggi contemporanei. Continua

Case ALER ai giovani di S.Siro

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Milano, 30 giugno 2014 – Mini appartamenti a canoni agevolati per i giovani e nuovi servizi di vicinato utili al quartiere. È questo il duplice obiettivo del progetto ‘Ospitalità solidale’ che entra nella fase operativa con l’apertura del bando per selezionare 24 giovani tra i 18 e i 30 anni cui assegnare altrettanti alloggi sottosoglia nei quartieri di edilizia popolare Ponti e Ca’ Granda-Monterotondo.  Gestiranno il progetto, Arci Milano, Dar=Casa e la Cooperativa Sociale Comunità progetto.

Guarda il video di presentazione:

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Una proposta di welfare solidale

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E’ esperienza comune di chiunque viva una condizione di “fragilità” (anziani, malati, disabili, ecc.), la fatica  che costa organizzare servizi necessari per la propria vita e ad usufruirne.  In teoria a Milano si può trovare qualsiasi servizio di cui una persona può avere bisogno per la sua salute o per la vita sociale; in pratica la complessità della città o il loro costo li rende  indisponibili o difficilmente raggiungibili per una fascia crescente di popolazione che, se non c’è una famiglia che l’aiuta, ne rimane inevitabilmente priva.

Il progressivo ridimensionamento dell’intervento pubblico sempre più sostituito da realtà del terzo settore o dal servizio privato, l’incremento della popolazione che vive una qualche “fragilità” personale o famigliare, il venir meno del reddito da lavoro in una quota crescente di famiglie milanesi non può che far prefigurare un incremento progressivo del disagio sociale e l’isolamento di chi vive questa condizione.

Sappiamo che, nonostante la crisi, Milano non è una città “povera”; e a Milano il 30% della popolazione è composta di “anziani”.  Molti di loro e le loro famiglie sono in grado di sostenere costi moderati di servizi concepiti e organizzati in una logica solidale e non speculativa; servizi che mettono la “persona” con le sue fragilità e i suoi bisogni al centro di un’attività organizzata in modo tale da renderli economicamente sostenibili. Ciò sarebbe possibile proponendosi di riempire i vuoti da colmare coniugando le sensibilità e relazioni sociali del volontariato con la competenza e continuità organizzativa di operatori  professionali; e naturalmente finalizzando al meglio l’utilizzo dei servizi esistenti.  Quali ? L’esperienza di ciascuno potrebbe suggerire le risposte (dall’aiuto domiciliare alla badante, dall’accompagnamento alla fruizione dei servizi sanitari, dall’organizzazione del tempo libero alla formazione digitale, ecc) ma sarebbe un esercizio fine a se stesso in mancanza di un’analisi della domanda proveniente dal nostro territorio.

Un fatto è certo: un progetto del genere, se realizzato, sarebbe certamente funzionale a due obiettivi: migliorare la qualità della vita di un certo numero di persone e produrre nuove opportunità occupazionali. 

Milano è una grande città; e quindi un’attività che suonerebbe sostanzialmente nuova nell’ambito del nostro decanato non farebbe che ripetere percorsi già compiuti da altri in altre zone della città.  Potremmo quindi utilizzare la loro esperienza, e magari anche la loro collaborazione, per compiere passi corrispondenti alle nostre forze con la gradualità necessaria. 

Un esempio in tal senso sono i punti di prossimità del Progetto Margherita, concepito a sostegno della popolazione anziana.  Un progetto sviluppato da Caritas in base alla collaborazione di Cooperative sociali del proprio “sistema” (Cooperativa Bethlem e Fondazione Aquilone) .  

È un’esperienza che non nasce dal nulla, perchè si propone di dare continuità e ampliare servizi già esistenti sul territorio in alcuni quartieri delle Zone 3 ,8 e 9. Il nome  scelto per questo progetto è Margherita, proprio perché l’aiuto si esprime nel territorio attorno alle persone che hanno bisogno,  Sono stati messi a sistema i punti di prossimità che già operavano sul territorio (Il Cortile, lo Spazio Bethlem, La Tenda)e che avevano differenze in termini di stile di servizio e di metodologia di lavoro. L’obiettivo è stato quello di uniformare e dare un valore aggiunto a ciò che già esisteva organizzando una rete di servizi condivisa.

Per saperne di più:  il Progetto Margherita

Volendone approfondire le possibilità ai nostri fini abbiamo avviato il dialogo con chi in Caritas lo sta coordinando.   Franca Carminati, responsabile anziani della Caritas, alla domanda  “Chi ci lavora?” risponde così : “Volontari e operatori. Se infatti il volontario può fare molto, sono indispensabili anche le competenze specifiche. La presenza di operatori professionali, inoltre, permette di dare continuità all’iniziativa. Continua