Il Viaggio di ReAgire

La crisi economica originatasi negli USA nel 2008 diede luogo ad una grande recessione destinata ad espandersi poi in tutto il mondo con effetti importanti sull’occupazione, recuperati in Italia solo dal punto di vista statistico e quantitativo nell’arco del decennio successivo.

Dal punto di vista qualitativo, notevole è stato infatti il cambiamento intervenuto nel mercato del lavoro durante gli ultimi dodici anni. Basti un’immagine: a Milano, l’area economica più forte del Paese, prima di allora oltre il 90% dei dipendenti era assunto con un contratto a tempo indeterminato e l’85% in un’attività lavorativa a tempo pieno; c’è da chiedersi quante delle attività su cui la nostra Città ha nel frattempo costruito la propria attrattività, si è posizionata anche dal punto di vista turistico, compete con le grandi capitali europee, potrebbero essere organizzate nello stesso modo. Di conseguenza il mercato del lavoro è cambiato, registrando tassi di precarietà mai visti prima e, ciononostante, anche un tasso di disoccupazione superiore alle altre grandi città europee.

In questo lasso di tempo, tutti abbiamo conosciuto persone in difficoltà nel reperire un lavoro, o che pur di farlo accettano una condizione di precarietà economica e professionale tale da non poter progettare il proprio futuro. Persone non sufficientemente competitive nel mercato più consolidato perché bisognose di formazione e di orientamento, o di valorizzare diversamente le competenze acquisite nel tempo attraverso un’attività autonoma o professionale.  Una realtà diffusa e destinata a crescere in futuro non solo per il prevedibile crollo della Domanda conseguente Covid19 ma anche per i cambiamenti indotti nell’organizzazione del lavoro per l’impatto delle nuove tecnologie, come ormai già numerosi esempi possono testimoniare.

Partendo da queste riflessioni e dalla convinzione che – se lo si avverte persino a Milano – si tratti di un disagio inerente l’intera realtà sociale e quindi non affrontabile se relegato a problema dei disoccupati e dei servizi pubblici dedicati, in coerenza con l’insegnamento di Papa Francesco e dopo un lungo percorso di discernimento, nel 2015 venne fondata  l’Associazione di promozione sociale ReAgire, una rete solidale di persone in cui la cultura dell’impresa, delle professioni, del lavoro dipendente si integrano con la condizione di chi è in cerca di lavoro per accompagnarlo verso il proprio obiettivo durante questa fase complicata della vita.  

Con queste premesse e mix di condizioni e competenze è stato fin da subito messo a punto un programma basato su un insieme di attività riconducibili a 5 Linee d’azione: Incontrarsi, Accompagnare, Coinvolgere l’economia locale, Progettare lavoro, Condividere. Partendo dall’esperienza delle persone che conoscevamo più direttamente fu infatti subito chiaro che, per realizzare un ambiente favorevole ad accompagnare chi è in cerca di lavoro verso la propria opportunità, fosse necessario organizzare iniziative riconducibili a questi diversi ambiti d’attività. Programma ancora attuale; seguiremo quindi lo stesso schema per descrivere il quadro delle principali attività svolte finora.

Incontrarsi,

per mantenere viva ed alimentare la rete solidale di persone che, pur vivendo in condizioni diverse – ReAgire non è un sindacato di precari e disoccupati – hanno deciso di condividerne il punto di vista sulla realtà sociale ed economica. È possibile decidere di collegarsi a questa rete anche senza assumere impegni particolari: chi aderisce a ReAgire favorisce comunque il superamento del senso di solitudine in chi si collega a noi perché in cerca di lavoro. Molte le attività riconducibili a questo ambito svolte negli anni, a titolo esemplificativo, ne citiamo qui le più significative:

  • Eventi, sagre di quartiere, proiezioni cinematografiche, spettacoli teatrali.
  • Incontri periodici come il ReAperitivo, il MyJob Day, la Pizzata.
  • Approfondimenti culturali, come la serie Il lavoro ha un senso?
  • Elaborazione di posizioni pubbliche, come Proposte alla città, Questione di matching?Per una politica del lavoro finalizzata all’inclusione oppure Milano 2020 – Strategie di adattamento: il contributo di ReAgire.
  • La comunicazione periodica a soci e amici: la newsletter, i social network, la piattaforma di video conferenza, il canale YouTube.

Accompagnare

al lavoro; perché chi lo sta cercando dovrebbe essere sempre sostenuto sia nell’orientamento a individuare il profilo lavorativo in cui è più competitivo, sia nella formazione necessaria per consolidare le conoscenze necessarie, sia nell’utilizzo più proficuo delle numerose strutture e risorse- pubbliche e private – che intervengono nel mondo del lavoro.

Dopo avere acquisito le conoscenze necessarie collaborando attivamente a programmi pubblici come il Job Club del Comune di Milano, sperimentando propri percorsi di counselling come il Progetto Accoglienza, collaborando con Agenzie interinali a supporto di propri soci, sul finire del 2016 ReAgire ha progettato e deciso di attivare MyJob Laboratorio:

  • Un originale programma di orientamento al lavoro attraverso il quale sono state finora accolte un centinaio di persone in cerca di lavoro per tutto il tempo necessario, due terzi delle quali sta ora lavorando.  
  • Un modello innovativo di servizio nel quale si coniugano contestualmente attività – spesso disponibili al singolo disoccupato ma in maniera scoordinata e poco efficiente – tese all’orientamento, al consolidamento formativo, alla ricerca attiva, all’incubazione di idee professionali e, in specifici casi, al sostegno del reddito.   
  • Un’attività gratuita di formazione e di coaching basata su percorsi individuali e lavoro di gruppo, che accoglie persone di qualsiasi età, la cui durata non è predefinita in quanto legata ai tempi e alle opportunità di ciascuno, all’unica condizione che siano disponibili a un impegno prolungato e continuativo. 
  • Un modello riconducibile al sistema delle Politiche Attive con caratteristiche molto particolari perché, diversamente dai servizi pubblici e privati operativi in questo campo perlopiù orientati a favorire il matching corrispondendo alla Domanda di lavoro, MJL è concepito dal punto di vista di chi è in cerca di lavoro, e quindi finalizzato alla sua collocazione orientandolo verso il profilo professionale più adeguato e consolidandolo.  Collocazione che sarà il frutto di attività riconducibili alla Ricerca attiva nell’area del lavoro dipendente o all’incubazione di nuove idee professionali in quella del lavoro autonomo.

Coinvolgere l'economia locale

Intendiamo con questo non tanto un riferimento geografico – ReAgire ha sede in zona S. Siro (Municipio 7) ma accoglie persone dalla Città metropolitana milanese e anche da altre province – bensì la realtà sociale ed economica corrispondente alle relazioni dei soci di ReAgire, allo scopo ultimo di accompagnare chi è in cerca di lavoro verso il proprio obiettivo. 

In questo senso si spiegano:

  • le attività volte nei rapporti con l’Amministrazione: il Municipio 7 (l’istituzione di un Tavolo per il lavoro e il patrocinio al programma divulgativo Digitale per tutti); le diverse collaborazioni con l’Assessorato al lavoro del Comune di Milano (Job Club, Centro Fleming) fino alla firma di un Protocollo d’intesa inerente l’attività di MJL, i tentativi di collaborazione con Afol nel 2018.
  • Le relazioni in ambito sociale con Enti diversi: Caritas Ambrosiana, Enaip/Acli, OFS, SAS e numerosi altri.
  • La Banca Dati delle imprese del Territorio: le informazioni essenziali di 2.000 imprese milanesi rilevate da noi e organizzate in un’architettura informatica dedicata in grado di consentire estrazioni finalizzate per settore merceologico o classificazione Ateco.  Implementabile nel tempo è un utile supporto alla Ricerca attiva.
  • I programmi di formazione basati sulle competenze cumulate in MJL da fornire alle imprese in collaborazione con Enaip nell’ambito della formazione permanente ai lavoratori occupati.
  • L’informazione alle imprese circa i profili delle persone in cerca di lavoro partecipanti a MJL.
 

Progettare lavoro

Non tutte le persone accolte nei programmi di orientamento di ReAgire hanno interesse al lavoro dipendente; in questi casi l’attività di orientamento ha uno sbocco nell’incubazione di idee professionali maturate sulla base delle convinzioni e delle competenze disponibili.   La volontà di accompagnare gli interessati anche in questa esperienza, ci ha portato fino ad ora a sostenere le loro idee aiutandoli nella necessaria verifica della possibilità/opportunità di tradurle in pratica e della sostenibilità economica, cosa che ha portato anche alla rinuncia da parte di alcuni interessati.   

  • Tra i progetti consolidatisi più recentemente e ormai avviati è il caso di segnalare HelpO, orientato a supportare il mercato dei consumatori privati nell’utilizzo delle tecnologie digitali attraverso attività consulenziali e di formazione. HelpO ha anche ideato il programma divulgativo Digitale per tutti teso a promuovere la consapevolezza digitale tra le persone comuni, che nel 2018 ha avuto il Patrocinio del Municipio 7.   
  • Un’evoluzione dell’impegno di ReAgire in questo ambito, in fase di valutazione, potrebbe essere costituito dall’avvio di un’attività orientata a fornire opportunità di lavoro ad alcuni dei soci impegnati nei nostri programmi di MJL; evoluzione che porterebbe alla costituzione di un’impresa sociale per l’organizzazione e la fornitura di servizi alle persone e alle imprese del territorio di nostro principale riferimento.

Condividere

È la motivazione principale alla base dell’esperienza di ReAgire.   

  • La prima condivisione riguarda il punto di vista; persone di condizione diversa che affrontano un disagio sociale ponendosi dal punto di vista di chi cerca lavoro, pur se i soci di ReAgire sono in buona misura occupati o pensionati; anche per questo disoccupati e precari hanno potuto comunque constatare l’utilità di non sentirsi soli in un momento particolare e certo non semplice della propria vita.  
  • In secondo luogo l’attività di MyJob Laboratorio, molto impegnativa nell’arco della settimana, è resa possibile dalla disponibilità di soci a collaborare con le proprie competenze e il tempo necessario a titolo solidale.  È solo per questo che possiamo parlare di un percorso molto flessibile, un’attività di gruppo ma anche personalizzata, destinata a durare per il tempo necessario.
  • Durante la sperimentazione svolta negli ultimi anni sono state accompagnate fino alla propria ricerca attiva un centinaio di persone in cerca di lavoro con discreti risultati: oltre il 60% sono oggi occupate e altri sono impegnati nella progettazione di nuove attività professionali. Le difficoltà emerse da parte di chi non ha ritenuto di continuare nell’impegno di MJL sono state perlopiù di tipo economico. Ciò ha reso ancor più chiara la necessità d’integrare, in casi particolari ed in cambio di collaborazione, le attività formative e di orientamento con un pur minimo sostegno al reddito in modo tale che, soprattutto chi non usufruisce della Naspi o del RdC, possa decidere di affrontare un percorso inevitabilmente impegnativo per tutto il tempo necessario senza interromperlo per l’ansia di dover sostenere le spese quotidiane più elementari. È il Programma Borsa lavoro di ReAgire.